YOJE DONDICH e Lā€™ ASTRAZIONE

Scritto da Silvana Lazzarino il 06 Marzo 2019 •  ( Clicca sull'immagine per vederla in dimensioni reali)

YOJE DONDICH  VERSO L’ ASTRAZIONE: LE SUE OPERE CONDUCONO OLTRE IL GIOCO DEI SENSI

La sinestesia delle forme” la mostra dell’artista messicana centrata nella ricerca dell’astrazione per la prima volta in Italia.

Tra astrazione e figurazione dove le forme e i colori definiscono nuove sinergie tra visione ed emozione a catturare l’elevazione dei sensi in un'unica percezione, conduce l’arte di Yoje Dondich (Citta del Messico, 1952), artista dai molteplici interessi che spaziano dalla psicologia alla logoterapia, dalla pittura al disegno anche di interni. La sua ricerca stilistico formale si sviluppa lungo un processo che partendo dall’ascolto delle emozioni lungo il sentiero della vita mette al centro l’uomo con i suoi interrogativi sul senso della stessa esistenza dove affiora la sua fragilità innanzi all’infinito che è al di fuori, ma che si può riscoprire interiormente.


Surrealista e onirica Yoje Dondich, attraverso l’astrazione in cui predilige linee e figure geometriche a definire lo spazio, punta sull’osservazione invitando lo spettatore ad un’esperienza sensoriale in cui convogliano tutti i sensi. A questa interessante figura del panorama artistico messicano che, dall'inizio degli anni '80, esplora il linguaggio pittorico sviluppando nuovi percorsi e interessanti soluzioni formali, è dedicata la personale “LA SINESTESIA DELLE FORMEche inaugura il 7 marzo a Milano presso la  storica sede di Palazzo dei Giureconsulti dove resterà aperta fino al 5 aprile 2019.


Organizzata da Must Wanted Group, ideatore del progetto espositivo che rientra in un'ampia attività di promozione e sostegno dell’arte messicana all'estero, l’esposizione, la prima in Italia dedicata a questa grande artista, realizzata anche grazie alla collaborazione del Consulado de Mèxico en Milan, riunisce una selezione di 14 opere che documentano il percorso di Yoje Dondich e costituiscono una sintesi della sua lunga ricerca nell’ambito dell'astrazione dove fondamentale è l’uso del disegno. Il titolo dell’esposizione restituisce l’effetto visivo che le sue opere hanno nel coinvolgere tutti gli altri sensi: in questo senso infatti “sinestesia della forma” allude al fenomeno sensoriale/percettivo che indica una "contaminazione" dei sensi.


La mostra, in cui colore, linea e forme campeggiano in un percorso emozionale, inizia con l’opera “Ritorno” olio su tela del 1995 definita dalla stessa artista “un viaggio onirico verso l’astrazione” caratterizzata da una forte presenza della linea e una misurata integrazione del colore in cui affiorano forme organiche. Seguono opere in cui si evincono elementi surrealisti e geometrici ad esplorare questa interazione linea- colore e forma. Accanto all’interesse per la linea e le infinite possibilità che incontra nella pittura, è l'interesse per le forme organiche e arabesche che abitano la composizione in modo indipendente e la ricerca della volumetria partendo dalla relazione di determinate forme geometriche, aspetto quest'ultimo che risulta molto evidente nelle ricerche più recenti.
Imprescindibile elemento dell'arte di Dondich, anche il colore subisce un'evoluzione: partendo da una posizione di sudditanza dalle forme delle prime opere astratte, nelle quali usa prevalentemente colori diafani - marroni e grigi – e li fa espandere in due o tre sfumature per tonalità, si arriva a opere come “Tesoro nascosto” del 2015 dove sono i colori ad aprire la strada alla geometria, la quale si organizza in base alla loro corrispondenza nonché all'intuizione dell'artista.


Emerge dalle linee e dalle forme geometriche in costante divenire il suo bisogno di  ritrovare un equilibrio entro un sistema che sempre più conduce l’uomo a smarrire certezze e verità. L’individuo con le sue ambizioni e fragilità, speranze e incertezze si trova sempre più a dover fare i conti con il proprio egocentrismo dimentico dell’altro aspetto più metafisico che riguarda il suo essere parte di un tutto tra terra e cielo, visibile e invisibile. Attraverso le sinestesie create dalle sue interazioni di forme- linee e colore, Donidch racconta delle attese, paure e delle inquietudini che accompagnano il cammino dell’uomo di oggi sempre più chiuso nel proprio cerchio auto centrico in cui però si trovano spiragli di speranza e riconciliazione con la natura e l’ambiente di cui egli è parte. Affiora infatti anche nell’uso di colori forti e accesi, quel desiderio che nell’individuo è sempre presente seppur in sordina, di ritrovare un’armonia di fondo con chi è vicino e lontano nel rispetto dei sé e degli altri compreso l’ambiente.


Trame fitte di geometriche astrazioni e colore che restituiscono ritmi di visioni dove ritrovare l’armonia e il sogno di risonanze fiabesche, oniriche, ma anche proiezioni di emozioni lasciate nell’ombra pronte ora a risorgere in quei contrasti cromatici che aprono a sfide possibili mettendo in gioco il passato e il presente, il  visibile e l’invisibile.


Silvana Lazzarino

YOJE DONDICH.” LA SINESTESIA DELLE FORME”
Palazzo Giureconsulti, Galleria Passi Perduti
Piazza Mercanti 2, Milano
inaugurazione per il pubblico giovedì 7 marzo, ore 19,00
fino al 5 aprile 2019